Viaggio quando posso

Tre giorni a Bordeaux (e dintorni)

Una premessa dovuta: i nostri tre giorni a Bordeaux sono stati molto pieni, arrivando la mattina presto e ripartendo all’alba dopo la terza notte. Dipende dai ritmi di viaggio e dalla volontà di camminare, noi abbiamo saputo fare tutto ciò che avevamo in programma e anche qualcosa in più. Il nucleo più bello della città (patrimonio UNESCO) è piccolo e girabile in poche ore ed il grande fascino di Bordeaux risiede in buona parte proprio nella bellezza e nell’aria che si respira nei vicoli del centro storico.

Primo giorno

Dall’aeroporto alla città si arriva comodamente in pullman. Noi avevamo preso una stanza vicino ai giardini pubblici, dal lato della Garonna, e la scelta si è rivelata, per gli spostamenti in città, comoda dall’inizio alla fine.

Lasciate le valigie in stanza decidiamo di fare una prima passeggiata negli Chartrons, il quartiere degli artigiani che con il passare del tempo e l’aumento del turismo sta scoprendo anche una nuova anima commerciale. Sono molti i bar che stanno aprendo ma, nonostante questo boom, la zona non si è snaturata, puntando sempre molto sulla sua tipicità. Da lì ci siamo diretti verso la Garonne, costeggiandola fino a place de Quinconces, vero polmone della città da cui partono autobus e tuk-tuk, in cui si organizzano grandi eventi e che, soprattutto, ospita il maestoso Monumento ai Girondini.

È solo l’inizio del giro. Chiudiamo il Triangolo d’oro (non perdete la chiesa di Notre-Dame)e dalla piazza che ospita il Grand Theatre de Bordeaux ci dirigiamo verso Place de la Bourse, con il famoso specchio d’acqua in cui restiamo incuriositi a giocare e scattare foto per un bel po’. Quando ci rimettiamo in marcia passiamo vicino alla porta Cilhau e al Pont de Pierre, giriamo verso la zona interna della città e visitiamo la Basilica di San Michele (fotografarla nella sua interezza con un cellulare è quasi impossibile), poi, sulla strada del ritorno, il Grosse Cloche.

Vi sembrerà passato moltissimo tempo, ma è tutto vicinissimo e noi abbiamo avuto anche modo di fermarci per un ottimo e abbondante aperitivo nei meravigliosi vicoli tra l’Eglise Saint-Pierre e piazza del Parlamento.

Ci resta solo da vedere la Cattedrale di Saint-Andrè prima di mandare in archivio la giornata. Abbiamo camminato tanto ma ne è valsa la pena, tante cose bellissime con una sola delusione: i canalais, il dolce tipico di Bordeaux. Davvero non meritano la loro fama.

Secondo giorno

Ci svegliamo presto e prenotiamo il treno per andare a Saint-Emilion. Non volendo iniziare a bere vino dalla prima mattina scegliamo di vedere prima altre due cose a Bordeaux. Il Museo d’Arte Contemporanea (CAPC) che, in tutta onestà, con il senno di poi avremmo potuto saltare, è stato però compensato da un paio di splendide ore passate all’interno del Giardino Pubblico, ben curato, senza troppa folla, con diverse zone erbose al suo interno ed un piccolo laghetto.

Arriviamo a Saint-Emilion (qui tutti i consigli per organizzarsi al meglio) incantati dalla distesa di viti lungo il percorso. Il delizioso paesino, anch’esso patrimonio UNESCO, è molto piccolo, un concentrato di chateaux con un grandissimo fascino ma anche con una vocazione molto turistica. Abbiamo scelto di fare il tour di due cantine, sorseggiato un vino spumante nel chiostro dei Condeliers e visto (solo da fuori, ahimè chiusa) la chiesa monolitica. Tra soste ai bar, chateaux e assaggi non so assolutamente quanto vino abbiamo bevuto in poche ore, ma è un’esperienza da rifare forse anche su più giorni.

La sera torniamo a Bordeaux e dormiamo beatamente.

Consigli per Saint-Emilion

Terzo giorno

Il mercato in riva alla Garonne della domenica mattina ci ha rapito. Forse ci abbiamo trascorso anche qualche ora di troppo, non essendo il tutto molto grande, ma siamo stati presi da tutti i prodotti tipici e, col passare del tempo, dalle bancarelle che vendevano ottimo cibo appena cucinato. Un grande consiglio: all’inizio e alla fine del mercato avrete la possibilità di prendere un piatto di sei ostriche, accompagnato da vino bordolese, pane e burro, a un prezzo ottimo (10€). A ora di pranzo c’è folla, soprattutto per sedersi ai tavoli messi a disposizione dei clienti, ma ne vale davvero la pena.

Al mercatino prendiamo anche il pranzo a sacco da consumare in treno e ci mettiamo in viaggio per la Dune du Pilat (qui tutti i consigli da non perdere). Sul gigante di sabbia ci divertiamo come bambini, tra lo spettacolo del panorama e un clima collettivo di stupore. Ci fermiamo qualche ora, poi prendiamo una birra nei baretti sotto la Dune e stiamo attenti a non perdere l’ultimo pullman.

La sera ci regaliamo l’ultima cena fuori annaffiata da un buon vino della regione e andiamo a dormire presto per non perdere l’aereo in programma dopo poche ore.

Qui tutti i consigli per andare alla Dune du Pilat.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !! Meow !!